"Bhè qui non mancano che le mie “referenze”…non quelle uscite dal pugno di quello che fu il mio datore di lavoro, si intende, ma, piuttosto, la mia biografia (come si addice ad ogni grande artista, del resto).. qualche cenno su di me, Rita Meliis…queste le mie generalità.
A dispetto del mio cognome, che potrebbe rivelare una discendenza sarda, l’Abruzzo, addì 17 marzo 1977, mi diede i natali…a me come a tanti altri grandi: solo per citarne alcuni, Publio Ovidio Nasone, Gabriele d’Annunzio e Rocco Tano (meglio noto come Rocco Siffredi), nato proprio come me ad Ortona.
Buon sangue non mente, non potevo che incamminarmi sul solco tracciato dai miei più noti antenati: il primo famoso per la sua “Ars Amatoria”, il secondo per aver scritto “Il Piacere”, nonché per quella curiosa quanto oscura vicenda delle costole asportate e l’ultimo ancor più noto per le dimensioni del più profano degli attributi…tant’è, la mia prima “fatica” non poteva che avere come protagonista il tanto amato quanto odiato, tanto decantato quanto schernito, oggetto di film, romanzi e persino barzellette: ancora una volta Lui…IL SESSO e devo dire questa volta, scrutato da una visuale a dir poco singolare..ma su questo rimando in tutto e per tutto alla sua lettura.
Tornando a me, dopo aver conseguito la tanto agognata Maturità Classica, , piena di belle speranze, mi iscrissi alla facoltà di Ingegneria all’Università de L’Aquila e lì, dopo i primi anni in cui mi gettai in uno “studio matto e disperatissimo”, pensai che era giunto il momento di dare sfogo alla mia voglia di avventura e aderii al Programma Erasmus, partendo per Glasgow – Scotland, dove conclusi i miei studi conquistando il titolo di Ingegnere Ambientale
Ancora troppo giovane e forse ancora troppo romanticamente attaccata alle mie radici per capire che il Bel Paese difficilmente avrebbe realizzato le mie aspettative professionali, decisi di fare ritorno in “Patria”, questa volta a Roma, la Capitale, pronta ad essere disillusa nel modo forse più crudo, ovvero tra le squallide mura di un call-center erotico, dove per mia fortuna rimasi per soli 15 giorni al termine dei quali rassegnai le mie dimissioni, per entrare trionfante in una “primaria società petrolifera”, con la mansione di impiegata, “niente popò di meno”.
Tirando le somme, se il mio sogno professionale sembrava dopo tanta fatica realizzato e se oggi come oggi un impiego come il mio deve essere considerato una manna dal cielo, devo ammettere, forse con un po’ di pudore, che proprio in quella breve parentesi “lasciva” sono riposte le mie speranze future di scrittrice…………niente di più distante dalla fredda e tecnica carriera dell’ingegnere."


